In un vecchio post (“Scritto nel DNA”) ho parlato di quello che scrivevo quando ero molto giovane e oggi, casualmente ho ritrovato alcuni vecchi racconti.
Qui a fianco potete vederli in fotografia, mentre qui di seguito ne ricopio uno, così com’è, senza modificare niente. Prendetelo così, come un diversivo, un momento goliardico, da non prendere seriamente, uno squarcio simpatico del mio passato (ricordatevi, però, che all’epoca avevo solo tredici anni!).Non so come, navigando per i meandri di internet, ho trovato un corso per scrivere un romanzo in 100 giorni.
Non ho ancora letto tutte e cento le lezioni (sono giunta solo alla quattordicesima…), ma voglio segnalarvelo, perché è un valido strumento, anche per chi ha già un proprio modus operandi. Si trovano, infatti, ottimi consigli per la creazione dei personaggi e della trama e per eliminare tutti quegli ostacoli che ci impediscono di scrivere.
Dategli un’occhiata, vi assicuro che non è tempo perso.
In questo periodo non riesco a scrivere molto, sono distratta e svogliata; scribacchio, ma niente di serio. Un’amica mi ha detto che è colpa dell’anestesia (ho subito un’operazione poco più di un mese fa, n.d.r.), che ti fa perdere un po’ di lucidità per diversi mesi… sarà, ma è frustrante. E’ avvilente voler scrivere, sentirne l’impulso, ma non trovare la giusta concentrazione o, peggio, non trovare un argomento degno di essere esposto. Non riesco nemmeno a riempire una paginetta parlando dell’ultimo libro letto, anche se è stata una gran bella lettura.
Mi sembra di aver perso una piccola parte di me, la più viva...
Francesco Piccolo ha raccolto in questo libricino frasi, pensieri e citazioni sulla scrittura e sugli scrittori, ripresi da scrittori famosi, collezionati sin dalla sua giovinezza, alla ricerca di una risposta alla domanda “cosa significa scrivere?”.Un tempo elencavo i concorsi letterari interessanti qui a fianco, nel riquadro chiamato, appunto, “Concorsi letterari”, ma mi sono accorta che non è il modo migliore per dargli visibilità, ma solo un modo per ricordarmene. E poi, cosa non da poco, quando era scaduto il termine per la presentazione delle opere cancellavo il link, perdendone la storicità.
Ho così deciso che ogni volta che aggiungerò un link al riquadro, dedicherò anche un piccolo post al concorso.
Quindi, cominciamo…
Premio Letterario Santa Margherita è un concorso letterario originale: bisogna scrivere un racconto sul vino e i vincitori verranno pubblicati sull’etichetta delle bottiglie di vino!
Ho trovato quest’idea molto simpatica e fuori dall’ordinario.
La scadenza, purtroppo, è ravvicinata (15 settembre), ma credo che potrebbe anche essere sufficiente, visto che il racconto non deve superare le 4000 battute (spazi compresi).
Tutte le informazioni sono reperibili nell’apposito Regolamento.
Sul blog di Remo Bassini ho trovato questo interessantissimo post.
Prima l’ho letto e subito ho pensato: sante parole. Ma poi, in una frazione di secondo, ci ho ripensato; allora ho stampato il post e ho riletto tutto con calma.
Non volevo dare un commento frettoloso alla questione.
Ma procediamo a gradi:
1) Vi consiglio di leggere il post originale.
2) L’oggetto è: si scrive per pubblicare o per sé stessi?
3) Conclusione finale: si scrive bene quando si scrive per sé e non per essere pubblicati.
La considerazione finale è verissima, ma purtroppo vorrei conoscere lo scrittore che scrive solo per sé e non per pubblicare. Una piccolissima speranza c’é. Insomma, quale aspirante scrittore non ha mai provato a spedire il proprio manoscritto ad una qualsiasi casa editrice?
Lo stesso Bassini, ma anche
Anche chi non ha mai provato ad inviare il proprio manoscritto ad una casa editrice, aprendo un blog ha sperato e spera, forse inconsciamente, di essere scoperto e pubblicato (dopotutto a qualcuno è successo!).
La qualità è un’altra questione. Se scrivo per me scrivo bene, se scrivo per gli altri scrivo male? Ne dubito. Forse è solo l’oggetto che cambia. Per me, forse, non scrivo banalità e cose già trattate ed abusate, magari ho il coraggio di affrontare temi diversi, non di moda e per certi versi “pericolosi”. Se cerco la pubblicazione, invece, cerco di adeguarmi alle tematiche alla moda e cerco il consenso del grande pubblico.
Ma allora la questione non è forse il coraggio? Il coraggio di proporre alle case editrici qualcosa di veramente nuovo e diverso?
Elga è intenta a preparare la cena. Sbatte le pentole e i cassetti. Quel perdigiorno del marito è fuori da tre giorni, mentre lei si è sorbita tutti i lavori nei campi e la cura delle bestie. E lui chissà dove, a bere in qualche osteria o in compagnia di qualche donnaccia. Forse entrambe le cose.
Sono diversi giorni che penso di ricominciare a scrivere su questo blog, chiedendomi come esordire: fare finta di niente e scrivere uno dei miei post sui libri, oppure spiegare le motivazioni di questa lunga latitanza? La prima opzione è troppo fredda ed impersonale, la seconda l’ho già usata in precedenza e non voglio annoiarvi spiegandovi come è difficile ritagliarsi uno spazio personale, tra lavoro, casa e figlia.